Stefano Bemer Prêt-à-porter
Calzature realizzate a mano con lavorazione goodyear

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Squalo, pescecane, elefante, ippopotamo, coccodrillo, razza ma anche pesce persico
e tanti altri materiali. Addirittura Renna Russa, ma non una qualsiasi: si tratta di una
renna russa datata 1786, il cui pellame è stato rinvenuto in un veliero affondato al largo
di Plymouth, recuperato e, per non danneggiarlo, riconciato con le stesse tecniche del tempo. Per chi vuole restare sul classico, poi, ci sono anche camoscio (inglese) o vitello (francese). E con la possibilità di scegliere tra oltre 40 modelli base,
ognuno dei quali possiede poi tre, quattro o più varianti.

In ogni caso la prima regola di un buon artigiano è utilizzare esclusivamente pelli di cui è permessa la vendita, provenienti da luoghi dove l’animale è morto per cause naturali o abbattuto per soprannumero (vedi parchi naturali africani). I materiali sono esclusivamente di qualità eccelsa, come il cuoio che viene acquistato presso concerie ancora legate a processi produttivi identici ad un secolo fa.
Questo viene lavorato in bottega con procedimenti e tempi che solo un artigiano può permettersi.

Il cuoio viene messo a bagno in acqua per 12 ore, dopo viene lasciato asciugare a riposare avvolto nella carta, per poi essere battuto a martello su pietra. Questo gli conferirà nel tempo resistenza ed elasticità, indispensabili per durata e comfort.

Il filo di cucitura per guardolo e suola vengono realizzati in bottega con l’antica tecnica della torcitura di fili di lino con la pece
e con la cera vergine d’api. Lesine finissime consentono di cucire le scarpe con migliaia di punti piccolissimi. La pochissima colla utilizzata è completamente vegetale, addirittura viene usata in pasticceria per la produzione di dolci.
Persino il fiosso che sostiene l’arco plantare è realizzato in legno. Tutto ciò conferisce al prodotto una leggerezza non riscontrabile con altre produzioni similari.